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Pirelli sta incrementando i suoi investimenti in Cina per rispondere alla tendenza a conquistare il mercato in rapida crescita degli pneumatici per nuove energie.

Nel contesto di una crisi globale del settore degli pneumatici, Pirelli ha celebrato il 20° anniversario della sua presenza industriale in Cina e ha annunciato l'intenzione di incrementare gli investimenti nello stabilimento di Shenzhou. Le sue eccellenti performance rispetto ai concorrenti, unite a questo investimento, riflettono la sua attenzione strategica al mercato degli pneumatici per veicoli a energia alternativa e le considerazioni strategiche di questo colosso straniero degli pneumatici in Cina.

Il 10 ottobre, Pirelli ha tenuto una cerimonia speciale a Jining, nella provincia di Shandong, per celebrare il 20° anniversario della sua presenza industriale in Cina. Durante l’evento, Andrea Casaluç, CEO del Gruppo Pirelli, ha dichiarato: “La Cina è e rimarrà un mercato chiave per Pirelli”. È importante sottolineare che Pirelli prevede di aumentare i propri investimenti per rafforzare la propria partecipazione nello stabilimento di Shenzhou. L’industria globale degli pneumatici sta attraversando una crisi senza precedenti. Nel primo semestre, il fatturato di Michelin è diminuito del 3,4% su base annua, attestandosi a 13,028 miliardi di euro, e l’utile netto è crollato del 27,9%, attestandosi a 834 milioni di euro; il fatturato di Bridgestone è diminuito del 2,8%, attestandosi a 2,12 trilioni di yen, e l’utile netto si è dimezzato (42,2%). Anche Yokohama, pur avendo registrato una crescita del fatturato, ha registrato un calo del 23,7% dell’utile operativo netto. Il mercato interno è altrettanto cupo: oltre dieci aziende quotate in borsa produttrici di pneumatici, tra cui General Tire e Fengshen Tire, hanno registrato cali dell’utile netto compresi tra il 7,7% e il 77,56% nella prima metà dell’anno. I dati del settore mostrano che a settembre di quest’anno, gli pneumatici per autovetture hanno richiesto almeno 46 giorni di stoccaggio in magazzino prima di essere ordinati, nove giorni in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I distributori hanno dovuto far fronte a elevati livelli di inventario e difficoltà di liquidità, facendo precipitare l’intero settore in un circolo vizioso di “accumulo di scorte, merci e carenza di liquidità”. Eppure, Pirelli ha scelto di aumentare i suoi investimenti in Cina proprio in questo periodo, e le ragioni di questa decisione meritano un esame più approfondito. I dati mostrano che entro il 2024 le vendite di Pirelli nel mercato cinese hanno raggiunto l’11% delle sue vendite globali, con prodotti ad alto valore aggiunto che rappresentano oltre il 90% del suo business in Cina. Nella prima metà di quest’anno, il fatturato globale di Pirelli ha raggiunto i 3,499 miliardi di euro, con un aumento dell’1,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’utile netto è stato di 247 milioni di euro, con un incremento del 14,4% su base annua. Mentre i concorrenti hanno generalmente registrato perdite, la performance di Pirelli si è distinta. La chiave di questa performance risiede nel posizionamento del prodotto. Fin dall’inizio, Pirelli ha definito chiaramente la sua strategia premium, evitando così guerre di prezzo nel segmento medio-basso. Il suo stabilimento di Shenzhou in Cina produce principalmente pneumatici di fascia alta e ad alte prestazioni per veicoli a energie rinnovabili, concentrandosi su misure di grandi dimensioni come 23 e 24 pollici, rivolgendosi direttamente al mercato premium dei veicoli elettrici. Questa strategia consente a Pirelli di mantenere un margine di profitto elevato, anche durante i periodi di rallentamento generale del settore. Dietro il piano di aumento di capitale di Pirelli c’è un’ambizione più profonda: capitalizzare sul mercato in rapida espansione degli pneumatici per veicoli a energie rinnovabili. Attualmente, il tasso di penetrazione dei veicoli a energie rinnovabili in Cina supera il 58% e i requisiti degli pneumatici per questi veicoli differiscono significativamente da quelli dei veicoli tradizionali con motore a combustione interna. Richiedono una ridotta resistenza al rotolamento per una maggiore autonomia, una riduzione ottimizzata del rumore e la capacità di gestire una coppia più elevata. Queste esigenze specifiche hanno creato una nicchia di mercato completamente nuova, in cui Pirelli possiede una riconosciuta competenza tecnologica. La presenza di Pirelli in Cina è iniziata nel 2005 con la creazione del suo primo stabilimento a Yanzhou, nella prefettura di Jining, nell’ambito di una joint venture con il gruppo Shandong Huaqin. Nel 2018, le due parti hanno rinnovato la loro collaborazione per fondare Jining Shenzhou Tire Co., Ltd., di cui Pirelli ha acquisito una partecipazione del 49% per circa 65 milioni di euro, con l’opzione di aumentare la propria partecipazione al 70% tra gennaio 2021 e dicembre 2025. Ora che questa opportunità si sta concretizzando, la decisione di Pirelli di esercitare il diritto di aumento di capitale è chiaramente volta a rafforzare il proprio controllo sullo stabilimento di Shenzhou. Questa battaglia per il capitale è, in realtà, un microcosmo delle strategie impiegate dai colossi stranieri degli pneumatici in Cina. Nel 2015, China National Chemical Corporation (ChemChina) ha investito 7,7 miliardi di dollari per acquisire il 26,2% del capitale di Pirelli, diventandone così il principale azionista. Tuttavia, nell’ottobre 2024, il governo italiano ha usato la sua influenza per indagare su ChemChina Rubber Co., Ltd. e, nel maggio dello stesso anno, Pirelli ha annunciato la fine del controllo di ChemChina sull’azienda. Questo episodio dimostra che, anche nel mondo globalizzato e profondamente integrato di oggi, il controllo industriale rimane una questione delicata. Dal punto di vista di Pirelli, l’importanza di aumentare gli investimenti di capitale nello stabilimento di Shenzhou risiede non solo nell’espansione della sua capacità produttiva, ma anche nel rafforzamento delle sue capacità di localizzazione. Dal 2018, le quattro tecnologie chiave di Pirelli – tecnologia del battistrada autoriparante dinamico, tecnologia run-flat, sistemi di riduzione del rumore e tecnologia degli pneumatici per veicoli elettrici – sono prodotte localmente in Cina. Nel 2022, Pirelli Asia-Pacific ha inaugurato il suo Centro di Innovazione e Ricerca e Sviluppo presso lo stabilimento di Shenzhou, dimostrando il suo impegno a fare della Cina un polo di innovazione tecnologica, piuttosto che una semplice base produttiva. Lo scorso febbraio, il Gruppo Huaqin ha annunciato un investimento di 1,5 miliardi di yuan per aumentare la capacità produttiva degli pneumatici radiali semi-acciaio di Pirelli e Shenzhou a 4 milioni di unità. Questa espansione consentirà all’azienda di fornire produttori di apparecchiature originali (OEM) per veicoli elettrici di fascia alta, inclusi marchi come Huawei (sistema di guida intelligente HarmonyOS), Li Auto, NIO e Xiaomi. Questo piano di espansione, che coincide con un aumento di capitale da parte di Pirelli, illustra il forte allineamento strategico tra le due aziende nella loro ricerca del mercato delle attrezzature per veicoli elettrici di fascia alta. Pirelli gestisce attualmente tre stabilimenti in Cina, con una capacità produttiva totale di 15 milioni di pneumatici per autovetture e 2 milioni di pneumatici per motociclette, e impiega oltre 5.000 persone. Pirelli ha rivelato che il suo stabilimento di Shenzhou è in fase di espansione, con continui miglioramenti alle sue strutture e attrezzature. Le case automobilistiche cinesi si stanno contendendo i diritti di fornitura prioritaria. Questa carenza contrasta nettamente con l’importante accumulo di scorte in tutto il settore, confermando così l’efficacia di una strategia di differenziazione. Il caso Pirelli offre una lezione cruciale per l’intero settore degli pneumatici: in un mercato saturo caratterizzato da sovracapacità e feroci guerre di prezzo, aumenti indiscriminati della produzione non possono che esacerbare la concorrenza; al contrario, una strategia precisa per i mercati emergenti, come il mercato degli pneumatici per veicoli a nuove energie, può ancora generare opportunità di crescita. Anche giganti come Bridgestone e Michelin hanno aumentato i loro investimenti nella produzione di pneumatici premium in Cina negli ultimi anni. Bridgestone prevede di investire 562 milioni di yuan in Cina nei prossimi tre anni, e lo stabilimento Michelin di Shenyang aumenterà la sua capacità produttiva di pneumatici silenziosi da 1,3 milioni a 5 milioni di unità all’anno, entrambi capitalizzando su questa tendenza. Tuttavia, è improbabile che la situazione generale del settore migliori nel breve termine. I dati mostrano che entro il 2025 la capacità produttiva di pneumatici in Cina supererà i 100 milioni di unità, aggravando ulteriormente lo squilibrio tra domanda e offerta. Per la maggior parte dei produttori di pneumatici di fascia bassa e media, le uniche opzioni sono aggiornare le proprie tecnologie e penetrare nel mercato premium, oppure migliorare le proprie economie di scala attraverso fusioni e acquisizioni; in caso contrario, il loro margine di manovra si ridurrebbe significativamente. L’aumento di capitale di Pirelli costituisce, in una certa misura, un voto di fiducia, concretizzato da un investimento finanziario, in questa strategia.

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