Entro il 2025, l’industria globale degli pneumatici si troverà ad affrontare una sfida importante. I bilanci di molte grandi aziende indicano un calo delle prestazioni, una debole domanda del mercato finale e costi di produzione persistentemente elevati. I principali attori globali come Michelin, Bridgestone e Goodyear hanno registrato perdite nette e diversi produttori di pneumatici cinesi hanno emesso avvisi, prevedendo un forte calo degli utili, con alcune previsioni di calo fino all’80%. L’intero settore sta attraversando un periodo di profonda ristrutturazione ed è sotto pressione da tre fonti principali. Il persistente aumento dei costi delle materie prime è il fattore principale. Il prezzo della gomma naturale è rimasto elevato, oscillando tra 14.000 e 16.000 yuan a tonnellata per un periodo prolungato, mentre il costo della gomma sintetica è aumentato drasticamente, in linea con le fluttuazioni del prezzo del petrolio greggio. Per i produttori europei di pneumatici, i costi energetici rappresentano ora oltre il 20% dei costi di produzione totali. Nel frattempo, importanti produttori cinesi di pneumatici come Zhongqi, Sailon, Linglong e Century, insieme ai marchi Shandong, hanno intensificato la concorrenza sui prezzi nel mercato degli pneumatici di fascia media e base, riducendo ulteriormente i margini di profitto complessivi del settore. Per raggiungere questo obiettivo, hanno sfruttato la loro competitività sui costi e la flessibilità dei canali di distribuzione. Di fronte a queste sfide, gli adeguamenti strutturali sono diventati una strategia comune per molti grandi produttori di pneumatici. Bridgestone ha chiuso il suo stabilimento europeo centenario, Goodyear ha ceduto alcuni asset non strategici per migliorare il proprio bilancio e Toyo Tire ha ristrutturato la sua rete produttiva e si è ritirata dalla produzione in Cina. Il settore sta attualmente attraversando un periodo significativo di adeguamenti strategici e ristrutturazione dei costi. In questo contesto, Kumho Tire e Pirelli hanno registrato risultati relativamente positivi, in controtendenza con la crescita. Le vendite di Kumho Tire hanno raggiunto il livello record di 1.221,3 miliardi di won nel secondo trimestre del 2025. L’utile operativo è stato di 175,2 miliardi di won, pari a un margine di profitto del 13,5%, e le vendite sono aumentate del 7,9% su base annua. Pirelli ha inoltre registrato un aumento del 3,53% dell’utile netto nel primo semestre. Grazie alla sua espansione globale, a una strategia di prodotto premium e a una produzione più rispettosa dell’ambiente, Kumho Tire ha compiuto progressi significativi nel suo mercato competitivo. Nel mercato europeo, le vendite sono aumentate notevolmente nel 2024 rispetto al 2020; nel primo trimestre del 2025, trainate dal supporto ai veicoli a energie rinnovabili e dalla sua rete nazionale, sono aumentate del 15% su base annua. In Nord America, le vendite sono aumentate del 31% grazie a strategie di prezzo flessibili. In Cina, grazie alla gamma di pneumatici a energie rinnovabili EnnoV, le vendite sono aumentate del 18%. Il miglioramento della qualità del prodotto è una delle priorità strategiche dell’azienda. Nel secondo trimestre del 2025, le vendite di pneumatici da 18 pollici e oltre sono aumentate del 43,4%, determinando un aumento del prezzo medio di vendita. Parallelamente, Kumho ha proseguito la sua espansione nel mercato degli pneumatici di primo equipaggiamento, equipaggiando con successo modelli come Volkswagen Passat, Skoda Superb, Hyundai Nexo e Kia Tasman, rafforzando così l’immagine del marchio e l’offerta di prodotto. Inoltre, Kumho è impegnata a sviluppare il proprio vantaggio competitivo in materia ambientale, sociale e di governance (ESG). Il suo stabilimento di Nanchino utilizza energia fotovoltaica per coprire il 20% del suo consumo di elettricità; quello di Tianjin ha ottenuto la certificazione “green factory” dal Ministero dell’Industria e dell’Informazione Tecnologica; lo stabilimento Pirelli in Vietnam ha ottimizzato le sue operazioni per ridurre i costi e i consumi energetici. L’azienda si è impegnata a utilizzare materiali sostenibili e a raggiungere la neutralità carbonica entro il 2045, rafforzando così il valore del marchio e la crescita a lungo termine. La forza di Pirelli risiede nel suo posizionamento nel mercato degli pneumatici premium ad alte prestazioni e di grandi dimensioni (18 pollici e oltre), che rappresenta l’82% del suo business. Importante fornitore di marchi del lusso come Ferrari e Porsche, Pirelli ha mantenuto la propria redditività nella prima metà dell’anno capitalizzando sulla crescita del mercato degli pneumatici di lusso di grande formato, nonostante la saturazione del mercato degli pneumatici convenzionali. Il panorama competitivo del settore degli pneumatici si sta evolvendo rapidamente, rendendo sempre più difficile fare affidamento esclusivamente su dimensioni e costi per rimanere competitivi. Sviluppare competenze in mercati di nicchia ad alto valore, ottimizzare le strategie di supply chain e ottenere risparmi sui costi e una maggiore efficienza attraverso una produzione più ecologica sono tutti nuovi driver essenziali per la competitività. Il settore degli pneumatici continua la sua profonda trasformazione. Gli esempi di Kumho e Pirelli dimostrano che una strategia di differenziazione basata sul valore sta diventando la strada preferita dalle aziende per affrontare le sfide e perseguire uno sviluppo sostenibile, mentre il settore sta passando da una logica di aumento della produzione a una di creazione di valore e integrazione di criteri ESG (ambientali, sociali e di governance).
L’industria degli pneumatici sta attraversando una profonda trasformazione: questa evoluzione divergente sta aprendo la strada a una nuova direzione.
Nel 2025, l'industria globale degli pneumatici si troverà ad affrontare sfide significative, tra cui il calo delle prestazioni e l'aumento dei costi. Tuttavia, alcune aziende, come Kumho e Pirelli, sono riuscite a crescere in controtendenza grazie a strategie di differenziazione, e il settore sta passando da una fase di espansione su larga scala a una di creazione di valore e sviluppo sostenibile.