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L’ascesa dell’industria manifatturiera cinese: da ruolo di supporto a protagonista, la casa intelligente è all’origine di una nuova tendenza globale.

Un tempo gravata da una cattiva reputazione sul mercato internazionale, la dicitura "Made in China" ha ora compiuto una notevole inversione di tendenza grazie all'innovazione e al miglioramento della qualità. I marchi nazionali in settori come l'automotive e l'elettronica di consumo hanno ottenuto risultati eccezionali, con il settore della domotica che ha mostrato performance particolarmente brillanti, come dimostra il condizionatore d'aria TCL Little Blue Wing P7 Ultra AI Health, a testimonianza delle potenti capacità e del potenziale futuro della produzione cinese.

In precedenza, i prodotti “Made in China” venivano spesso etichettati come “di fascia bassa”, “contraffatti” e “di qualità inferiore” sul mercato internazionale. I prodotti nazionali facevano affidamento sui loro vantaggi di costo per conquistare il mercato di fascia bassa, ma faticavano a competere con i giganti stranieri in tecnologie essenziali, marchi prestigiosi ed esperienza utente. Quando acquistavano elettrodomestici, automobili o prodotti elettronici, i consumatori spesso privilegiavano marchi giapponesi, tedeschi o americani, lasciando che i marchi nazionali sopravvivessero concentrandosi sul “rapporto qualità-prezzo”. Tuttavia, grazie al rapido sviluppo delle tecnologie cinesi, questo scenario sta subendo una radicale trasformazione. Da seguace ad agente del cambiamento, e poi leader, l’industria manifatturiera cinese, guidata dall’innovazione e dal continuo miglioramento della qualità, ha vissuto una notevole trasformazione, passando da un ruolo di supporto a una posizione di leadership nel mercato globale. Oggi, nei settori automobilistico, televisivo e della telefonia mobile, i marchi cinesi non solo dominano il mercato interno, ma si stanno anche espandendo a livello internazionale. La domotica, un settore emergente, illustra perfettamente l’ascesa dell’industria manifatturiera cinese. La sua trasformazione è una storia di lotte, dall’imitazione all’innovazione, dal basso costo all’alto costo. Dagli anni ’90 all’inizio del XXI secolo, la Cina, sfruttando il suo vantaggio competitivo nella forza lavoro e nelle catene del valore, è diventata “la fabbrica del mondo”. Tuttavia, la maggior parte delle aziende è rimasta confinata al modello OEM (produttore di apparecchiature originali) e si è concentrata sulla concorrenza a basso prezzo. I prodotti mancavano delle tecnologie essenziali e l’influenza dei marchi era debole. Prendiamo l’esempio degli elettrodomestici: il mercato interno era praticamente monopolizzato da marchi stranieri come Panasonic, Siemens e Samsung, costringendo i marchi cinesi a impegnarsi in una guerra dei prezzi per guadagnare quote di mercato. La svolta è avvenuta nell’ultimo decennio. Grazie all’implementazione di strategie nazionali come “Made in China 2025”, le aziende cinesi hanno aumentato i loro investimenti in ricerca e sviluppo, compiendo passi da gigante in settori all’avanguardia come il 5G, l’intelligenza artificiale e le nuove energie. Nel settore automobilistico, BYD, con la sua tecnologia di batterie di nuova generazione e la piattaforma di elettrificazione, è diventato il marchio di veicoli elettrici più venduto al mondo; Marchi emergenti come XPeng e Wenjie, con la loro guida intelligente e la loro esperienza utente, hanno gareggiato direttamente con Tesla. Di conseguenza, le esportazioni automobilistiche cinesi hanno superato quelle del Giappone, diventando le maggiori al mondo, con veicoli a nuove energie che rappresentano oltre il 30% di queste esportazioni, ribaltando così lo stereotipo secondo cui “le auto nazionali sono inferiori alle auto delle joint venture”. Nel settore dell’elettronica di consumo, marchi televisivi nazionali come TCL, grazie a innovazioni nelle tecnologie degli schermi come Mini LED e QLED, hanno raggiunto una qualità dell’immagine e un design paragonabili a quelli di LG e Samsung. Marchi di telefonia mobile come Huawei e Xiaomi, concentrandosi sulla qualità dell’immagine e sull’ottimizzazione dei sistemi proprietari, offrono esperienze utente in grado di competere con iPhone e telefoni Samsung. Questi esempi dimostrano che l’industria manifatturiera nazionale è passata da una strategia basata sul prezzo a una basata sulla qualità, e che la percezione dei consumatori si è evoluta di conseguenza: uno studio di Accenture rivela che oltre il 70% dei consumatori cinesi preferisce i marchi nazionali quando acquista prodotti premium. Questo cambiamento è spiegato dall’impegno a lungo termine delle aziende nazionali. Non si accontentano più di profitti immediati, ma si concentrano su una ricerca e uno sviluppo tecnologico approfonditi, oltre che sulla costruzione di un ecosistema integrato. Prendiamo ad esempio le case intelligenti, uno scenario chiave nell’era dell’Internet of Things (IoT). I marchi cinesi hanno assunto un ruolo guida nell’implementazione dell’IoT, integrando strettamente hardware e software per soddisfare le esigenze degli utenti in termini di salute, comfort e personalizzazione. Questo è il principale motore della trasformazione dell’industria manifatturiera nazionale, che si è trasformata da un ruolo di supporto a una posizione di leadership. La tecnologia per la casa intelligente rappresenta un nuovo campo di battaglia nella competizione tecnologica globale. Secondo Statista, si prevede che il mercato globale della casa connessa supererà i 180 miliardi di dollari entro il 2025. Inizialmente dominato da giganti stranieri di Internet come Amazon e Google, entrati nel mercato attraverso gli smart speaker, questo settore ha registrato una crescita esponenziale grazie ai marchi cinesi, che possiedono una profonda comprensione delle esigenze locali e una capacità di rapida innovazione. Lo sviluppo della smart home in Cina può essere suddiviso in tre fasi: Era 1.0 (2010-2015), caratterizzata da singoli prodotti connessi con funzionalità limitate e un elevato grado di omogeneizzazione; Era 2.0 (2016-2020), in cui l’interconnessione degli ecosistemi è diventata fondamentale, ma l’esperienza utente è rimasta dipendente dalle impostazioni manuali; ed Era 3.0 (2021-oggi), guidata dall’intelligenza artificiale, in cui i prodotti si stanno trasformando da una risposta passiva a un servizio proattivo, con la salute e l’efficienza energetica che diventano punti di forza chiave. I condizionatori TCL illustrano perfettamente questa evoluzione. Fondata nel 1999, TCL si è inizialmente affermata sul mercato grazie alla sua affidabilità, ma la sua vera ascesa è iniziata con la sua strategia innovativa nelle tecnologie intelligenti. Dal lancio del suo primo condizionatore smart nel 2015, TCL ha progressivamente integrato il controllo vocale, la purificazione dell’aria e altre funzionalità. Nel 2020, il marchio ha lanciato la gamma “Smart Fresh Air” e ha rafforzato il suo posizionamento come “l’esperto di aria sana che ti capisce”. Il nuovo climatizzatore TCL Little Blue Wing P7 Ultra AI Healthy integra ulteriormente l’intelligenza artificiale negli scenari di benessere, dimostrando la maturità delle tecnologie per la casa connessa. Il TCL Little Blue Wing P7 Ultra AI Healthy rappresenta l’apice della tecnologia per la casa connessa. La sua funzione sleep basata sull’intelligenza artificiale trasforma il controllo passivo della temperatura in una gestione attiva, offrendo un’esperienza personalizzata e autonoma grazie ai sensori intelligenti e alla funzione “Peaceful Sleep Eye”. La doppia circolazione dell’aria fresca garantisce un apporto costante di aria fresca, mentre la funzione aria pulita basata sull’intelligenza artificiale semplifica l’utilizzo con un solo clic. La tecnologia Smart Gentle Breeze 5.0 elimina i problemi di climatizzazione, il controllo vocale basato sull’intelligenza artificiale libera le mani e la tecnologia di risparmio energetico basata sull’intelligenza artificiale promuove l’efficienza energetica. Il futuro delle case connesse si basa sull’innovazione di prodotto e sulla leadership nell’ecosistema. I climatizzatori TCL si integrano con l’ecosistema HarmonyOS, collegando l’intera catena “persone, auto e casa” per creare una soluzione completa per l’ecosistema di climatizzazione adatta a qualsiasi scenario e ambiente. La posizione di leadership del Paese in questo settore è dovuta alla collaborazione nella catena di fornitura, ai vantaggi dei dati e al supporto delle politiche governative. Nonostante le sfide in corso, le aziende nazionali sono passate dall’essere semplici follower a veri e propri artefici delle regole; questa fiducia è alla base della loro ascesa. Osservando la traiettoria dell’industria nazionale, la sua trasformazione da ruolo di supporto a posizione di leadership può essere spiegata dall’impegno per l’innovazione e dal rispetto per gli utenti. L’industria nazionale fa affidamento sulla tecnologia come forza trainante e sull’esperienza come vela, spingendo così il settore verso nuovi orizzonti.

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