Il 23 gennaio 2026, un rapporto di successo ha suscitato scalpore nel campo dell’automazione industriale.
Il rapporto sottolinea che l’industria dei robot industriali sta entrando nella fase del “secondo rinascimento”.
Il rapporto prevede che il tasso di crescita annuo composto delle spedizioni globali di robot industriali raggiungerà il 12% nei prossimi dieci anni.
I robot industriali globali stanno passando da “flessibili” a “intelligenti” e il motore principale di ciò è il “cervello” pensante dell’intelligenza artificiale fisica.

Immaginate che nella fabbrica di automobili prima del 2020, bracci robotici giallo-arancio eseguissero saldatura a punti, spruzzatura e altre operazioni in modo accurato ma freddo. Non erano in grado di far fronte a situazioni inaspettate, finché l’emergere dell’intelligenza artificiale fisica, cioè della tecnologia dell’intelligenza incarnata, non ha cambiato tutto.
Il rapporto Shengbo descrive chiaramente le tre fasi di sviluppo del settore.
Dalla fase del percorso fisso degli anni ’80, i robot potevano compiere solo una singola azione preimpostata e gli scenari applicativi erano limitati; rispetto alla fase di pianificazione flessibile dei percorsi aperta negli anni 2020, i robot possono adattare i percorsi in tempo reale, sbloccare nuove applicazioni e realizzare il “primo rinascimento” del settore; ora, nella complessa fase di pianificazione delle attività, i robot hanno iniziato ad avere la capacità di “pensare”, inaugurando il “secondo rinascimento”.
Il rapporto sottolinea chiaramente che senza il “secondo rinascimento” guidato dall’intelligenza artificiale fisica, la crescita del settore dei robot industriali tornerà a una sola cifra. Con esso inizierà un periodo di rapida crescita che durerà più di dieci anni.
Quindi, cos’è esattamente l’intelligenza artificiale fisica?
Non si tratta di una nuova categoria di “robot AI”, ma di un ecosistema AI completo costruito attorno ai robot. Ha una struttura centrale a quattro strati, che è come creare un “sistema nervoso” completo per i robot.
Lo strato inferiore è il corpo del robot e il suo gemello digitale. Servomotori, riduttori e algoritmi di controllo integrati ad alta precisione costituiscono la base per garantire movimenti accurati e affidabili.
In alto c’è il software multimodale di pianificazione delle attività basato sull’intelligenza artificiale, che è il “modello cerebrale” del robot in grado di percepire informazioni e ragionare sulla pianificazione.
Lo strato successivo è la serie di sensori, che rappresentano gli “occhi” e la “pelle” del robot. La telecamera per la visione 3D e i sensori tattili e di coppia forniscono dati per il processo decisionale dell’IA.
Lo strato superiore è il “modello mondiale”, che può simulare leggi fisiche reali e consentire ai robot di apprendere per tentativi ed errori nel mondo virtuale.

Il rapporto evidenzia anche quattro nuove “tendenze cognitive”. In primo luogo, l’intelligenza artificiale espande le funzioni anziché sovvertire l’hardware, e la divisione del lavoro tra “modelli cerebrali” e algoritmi di controllo tradizionali è chiara; in secondo luogo, “cervello” e “mondo” appartengono a campi di battaglia diversi, e i “modelli del mondo” sono adatti a gestire scenari complessi;
in terzo luogo, esploderà la domanda di sensori, che costituiscono la base per la pianificazione delle missioni e la costruzione del “modello mondiale”; in quarto luogo, i principali produttori adottano una “doppia strategia”, ovvero lo sviluppo autonomo di algoritmi di base e la ricerca di cooperazione esterna.
L’intelligenza artificiale fisica apporta non solo cambiamenti tecnologici, ma anche la ricostruzione della distribuzione del valore della catena industriale.
Le opportunità di investimento si stanno diffondendo dal singolo produttore di macchine complete all’intera catena industriale.
Tra i produttori di macchine complete, quelli con capacità di ricerca autonoma sugli algoritmi di base e cooperazione aperta prenderanno l’iniziativa;
i produttori di componenti principali beneficeranno di dividendi e i fornitori di fascia alta avranno una posizione più stabile; i produttori di sensori e software di intelligenza artificiale sono in prima linea e il loro tasso di crescita potrebbe superare quello del mercato delle macchine complete.
Tuttavia, esiste un enorme divario tra la tecnologia e l’applicazione.
Il ritmo di implementazione della tecnologia potrebbe essere più lento del previsto e ci vorrà molto tempo per passare dal laboratorio all’officina reale;
la questione dei costi è critica, i sensori di fascia alta e il software di intelligenza artificiale sono costosi e inizialmente sono limitati alle industrie ad alto valore aggiunto; le esigenze proprie dell’industria manifatturiera sono la forza decisiva e la scarsa macroeconomia ostacolerà la divulgazione della tecnologia; la mancanza di standardizzazione è una trappola nascosta e gli standard incoerenti dei diversi produttori ostacoleranno la formazione di ecosistemi e applicazioni su larga scala.
I dati comparativi alla fine del rapporto sono significativi. Il tasso di automazione del processo di saldatura nell’industria automobilistica è vicino al 90%, mentre il processo di assemblaggio è inferiore al 30%. Questo è il divario che l’intelligenza artificiale fisica vuole colmare.
Quando i robot saranno in grado di gestire assemblaggi complessi allo stesso modo di lavoratori qualificati, lo spazio rimanente per l’automazione si aprirà gradualmente.
I robot industriali si stanno trasformando da “bracci d’acciaio” a “partner intelligenti”. Il primo rinascimento negli anni 2020 consentirà ai robot di “muoversi”, mentre il secondo rinascimento intorno al 2026 consentirà ai robot di “pensare”. Questa rivoluzione della fabbrica è iniziata silenziosamente.