Il settore dell’automazione industriale PLC (controllore logico programmabile) è un campo relativamente stabile con una domanda in continua crescita. Non è “pericoloso”, ma presenta alcune caratteristiche del settore che devono essere comprese.

In termini di stato attuale e prospettive del settore, i vantaggi sono molto evidenti. Innanzitutto, la domanda è stabile. Con il potenziamento dell’industria manifatturiera e il progresso della produzione intelligente, i PLC, in quanto nucleo dell’automazione industriale, hanno una domanda di talenti a lungo termine.
Che si tratti di fabbriche tradizionali o di campi emergenti come la nuova energia, i semiconduttori e l’automazione della logistica, sono tutti inseparabili dall’applicazione del PLC e la sua gamma di applicazioni è estremamente ampia.
Inoltre, questo campo presenta alcune barriere tecniche. Richiede conoscenze di meccatronica, non di puro software, e ha determinati limiti professionali. Ciò crea anche un migliore fossato per la carriera dei professionisti.
In termini di stipendio, gli ingegneri esperti guadagnano un reddito medio-alto e diventano più popolari man mano che invecchiano.
Tuttavia, ci sono anche aspetti che richiedono attenzione in questo campo. L’ambiente di lavoro potrebbe non essere l’ideale.
I professionisti potrebbero dover entrare nelle fabbriche e nei laboratori e talvolta viaggiare per eseguire il debug delle apparecchiature. L’ambiente non è confortevole come un puro ufficio.
La curva di apprendimento è ripida e richiede la padronanza di conoscenze multidisciplinari in ambito elettrico, meccanico e di programmazione (diagramma ladder, linguaggio ST, ecc.), rendendo difficile iniziare.
Inoltre, sebbene le basi del PLC siano stabili, anche nuove tendenze come l’Industria 4.0, l’Internet industriale e l’edge computing stanno cambiando questo campo e i professionisti devono continuare ad apprendere.

Per coloro che stanno considerando questa direzione, ci sono i seguenti suggerimenti di sviluppo.
Prima di tutto, dobbiamo gettare solide basi, comprese le basi elettriche, i principi di controllo automatico e la programmazione dei PLC (marchi tradizionali come Siemens, Mitsubishi e Omron).
In secondo luogo, dobbiamo espandere i nostri confini e apprendere l’HMI (interfaccia uomo-macchina), i servosistemi, i robot industriali e le comunicazioni industriali (Profinet, EtherCAT, ecc.).
Infine, dobbiamo prestare attenzione alle tendenze, comprendere le fabbriche digitali, i sistemi MES e l’Internet delle cose industriale e sviluppare talenti compositi “automazione + informatizzazione”.
In breve, questa non è una direzione “pericolosa”, ma una posizione tecnica pragmatica con valore a lungo termine.
Se ti piace fare le cose con le mani, risolvere problemi pratici e non sei contrario agli ambienti industriali, questa è una buona scelta.
Man mano che acquisisci esperienza, puoi diventare un esperto tecnico, un project manager o un architetto di soluzioni.
Che tu sia uno studente che sta valutando una direzione professionale o un dipendente che desidera intraprendere una transizione, puoi trovare un percorso di sviluppo adatto a te in questo campo in base alle tue circostanze.